Storia e curiosità sulla birra: dalle origini ai monaci trappisti

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Storia e curiosità sulla birra: dalle origini ai monaci trappisti

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Ricordo ancora adesso quale è stato il mio primo approccio alla birra (in modo “professionale”). Un paio di mesi dopo l’apertura del “Bunker”, la mia birreria, sono andato a fare un corso sulla birra all’università della birra ad Azzate (Varese). Le lezioni duravano 4 giorni. Il primo giorno si parlava di storia della birra. E pronti… via! Feci la mia prima figuraccia!! Alla domanda: chi ha scoperto la birra? La mia risposta arrogante, ma convinta fu: I TEDESCHI! Mamma mia quanta ignoranza.

 

Ovviamente non sono stati i tedeschi, bensì i Sumeri e questo circa 5000 anni fa. Dalla zona tra i fiumi Eufrate e Tigri (attuale Iraq) arrivano le prime notizie documentate di una bevanda derivante, molto probabilmente, da un pezzo di pane e dell’acqua, il tutto fermentato. Il risultato fu un liquido leggermente alcolico ed inebriante che i cittadini dell’epoca chiamarono SE-BAR-BI-SAG, letteralmente: bevanda che fa veder chiaro. Lascio a voi ogni interpretazione.

 Chimay

Comunque questo fu l’inizio!
Da allora ci fu una rapida evoluzione della birra: i primi che iniziarono a commercializzarla, venderla e addirittura iniziarono a produrne vari tipi furono gli Egizi. Producevano tre tipi di birra e da bravi commercianti in giro per il Mediterraneo vendevano ovviamente la peggiore, spacciandola però come una prelibatezza. Quelle più buone se le tenevano per loro e le migliori erano destinate ai faraoni. Chi era sorpreso a vendere quella migliore ad altri paesi era punito severamente. Addirittura ucciso-affogato nella stessa birra. Però, mica male come punizione.

 

Non era la bevanda preferita dei Greci (prediligevano il vino), però durante le Olimpiadi, la birra la faceva da padrona! Ed era ovvio: durante le varie gare era molto più facile rifocillarsi con una bevanda poco alcolica e dissetante.

 

Altri amanti del vino erano i Romani. Però, è curioso che il primo PUB al mondo fu aperto proprio a Roma. Lo dobbiamo al governatore della Britannia Agricola che, dopo la conquista di un paesino inglese, scoprì in un’osteria del luogo delle botti che contenevano birra. Gli piacque così tanto, che prese come prigioniero l’ostiere di quella locanda, nonché produttore della squisita bevanda e se lo portò a Roma. Fu così che si aprì a Roma il primo DOMUS CEREVISIAE, ossia casa della birra.

 

Grande ringraziamento per lo sviluppo della birra, lo dobbiamo anche ai Celti che erano sparsi in tutto il nord Europa (Regno Unito, Nord della Francia, Belgio e Olanda). E vedi caso, tutt’ora sono le nazioni dove abbiamo la maggior storia birraria. Il Belgio è sicuramente la capitale mondiale della birra.

 Zundert Trappist

Nel Medioevo la produzione di birra fa un significante passo in avanti per merito dei monaci. Sicuramente grazie al potere che aveva la chiesa, i monaci con il loro sapere, potevano scegliere le migliori materie prime e provare le varie combinazioni e ricette. Nacquero così le birre trappiste che sono ancora oggi tra le più rinomate.

Tuttavia per potersi chiamare birra trappista, le birre devono essere prodotte seguendo criteri ben precisi e sono i seguenti:

 

  • la produzione della birra deve avvenire all’interno delle mura del convento;
  • la produzione deve essere fatta sotto la supervisione dei frati (in certi casi sono i frati a fare la birra);
  • l’incasso delle vendite di birra resta in minima parte al convento per coprire le spese e per il sostentamento, tutto il resto va in beneficenza.

 

Le birre trappiste attualmente presenti sul mercato sono:

 

  • BELGIO: Achel, Westmalle, Rochefort, Chimay, Orval e Westvleteren (questa dicono sia la più buona birra al mondo).
  • OLANDA: Zundert e La Trappe
  • AUSTRIA: Gregorius
  • STATI UNITI: Spencer

 

di Danijel Lovrecic
Ambasciatore della cultura birraria di Heineken Italia e Orval Beer


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